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Il verbo crea. La voce è vibrazione. La vibrazione muta tutto ciò che è liquido e noi siamo fatti di luiquido,....

SIMUS VI DA IL BENVENUTO IN QUEST'ANGOLO DI MISTERO DOVE POTRETE LEGGERE E CHIEDERE QUELLO CHE DESIDERATE! CHE DIO ILLUMINI IL VOSTRO CAMMINO ! BISOGNA SOLO DECIDERE COSA FARE CON IL TEMPO CHE CI VIENE CONCESSO!

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Francescawrote:
Ciao Simus, ci tenevo a lasciarti anch'io un saluto!!!
Stai cambiando e stai crescendo e forse me ne sto accorgendo solo da poco...
Continua così, ti voglio bene!!
Fra (Fly)
May 7
simopre p.r.wrote:
CIAO ! QUANTO TEMPO NON VENIVO SUL MIO AMATO BLOG!  VI RINGRAZIO DEI COMMENTI ASSAI PROFONDI!
LO SPERIMENTARECI RENDE PIU INTELLIGENTI E PIU APERTI AL MONDO MATERIALE QUANTO A QUELLO SPIRITUALE! AGGIORNO IL MIO BLOG CON NUOVI ARTICOLI E NUOVE CURISITà!
SCRIVETE SEMPRE PIU NUMEROSI  E SONO BEN ACCETTI CONSIGLI , CHIARIMENTI   E DOMANDE!
VI SONO VICINO
SIMUS
Apr. 20
maria naddeowrote:
ciao è carino,, il tuo blog ... ci conosciamo... maddy...stasera lo leggerò con calma ci sono due o tre cose mooooolto interess. sai anch'io ...visto che il giorno di pasquetta non avevo niente da fare ho fatto un blog .... ma nel mio ci sono gli angeli...... a preeeestooo..
Apr. 18
lully gasserwrote:
HAI UN SITO FANTASTICO, MI COMPLIMENTO CON TE....POTREI ESSERE TUA ZIA.....UNA ZIA MAGICA.....SONO MAAB.
BACIONI. CONTINUA COSì. ALMENO CI FAI CONOSCERE COSE NUOVE E MERAVIGLIOSE.....VEDO CHE TI PIACE LA MAGIA E LO SCIAMANESIMO.....FAMMI SAPERE SE SCOPRI QUALCOSA O FAMMI  SAPERE SE SCOPRI QUALCOSA DI NUOVO O SE SPERIMENTI QUALCHE ESPERIENZA EXTRASENSORIALE O DI POTERE.....TU PUOI CAMBIAREIL MONDO......TUTTI NOI POSSIAMO CAMBIARE IL MONDO........SIAMO DEGLI DEI.....CHE HANO BISOGNO DI SAPERE, DI CAPIRE...PER POTER TOGLIERE IL VELO DELL'INCOSCENZA CHE ABBIAMO FIN DALA NASCITA. TU SEI MAGO DENTRO...ED IO PURE...
CIAO BACI
MAAB
Dec. 1
simopre p.r.wrote:
CIAO MIEI LETTORI! SPERO CHE TUTTI STIATE PASSANDO PERIODI INTENSI DI AMORE E DI RELZIONE GLI UNI CON GLI ALTRI.
LOTTATE PERCHè LA VITA CI OFFRE TANTO, LOTTATE PERCHè L'AMORE è DIETRO L'ANGOLO,
LOTTATE AFFINCHè IL CREATORE VI DONI LA VITA ETERNA, LOTTATE PERCHè  LA VITA è BELLA SE APRITE GLI OCCHI
 
SIMUS
Nov. 28
May 29

LO SPIRITSMO

LO SPIRITISMO

DOTTRINA SPIRITICA O SPIRITISMO


Che cos'è?

  • È l'insieme dei principi e delle leggi (rivelato da Spiriti Superiori) contenuto nelle opere di Allan Kardec, opere che costituiscono la Codificazione Spiritica: Il Libro degli Spiriti, Il Libro dei Medium, Il Vangelo secondo lo Spiritismo, Il Cielo e l'Inferno, La Genesi.
  • "Lo Spiritismo è una scienza che tratta della natura, dell'origine e del destino degli Spiriti, come pure dei loro rapporti con il mondo corporeo."
  • Allan Kardec (Cos'è lo Spiritismo? - Preambolo)
  • "Così lo Spiritismo realizza ciò che Gesù ha detto del Consolatore promesso: conoscenza delle cose che fa sì che l'uomo sappia da dove viene, dove va, e perché è sulla Terra; richiamo ai veri principi della legge di Dio e consolazione attraverso la fede e la speranza."
  • Allan Kardec (Il Vangelo secondo lo Spiritismo - cap. VI- punto 4)

Che cosa rivela?

  • Rivela concetti nuovi e più approfonditi in merito a Dio, all'Universo, agli Uomini, agli Spiriti ed alle Leggi che governano la vita.
  • Rivela, inoltre, ciò che siamo, da dove veniamo, dove siamo diretti, l'obiettivo della nostra esistenza e la ragione del dolore e della sofferenza.

Qual è la sua portata?

  • Rivelando nuovi concetti sull'uomo e su quanto lo circonda, lo Spiritismo abbraccia tutti i campi della conoscenza, delle attività e dei comportamenti umani, aprendo una nuova era per la rigenerazione dell'Umanità.
  • Può e deve essere studiato, analizzato e praticato, in tutti gli aspetti fondamentali della vita: scientifico, filosofico, religioso, etico, morale, educativo e sociale.

Quali sono i punti fondamentali del suo insegnamento?

  • Dio è l'intelligenza suprema, causa prima di tutte le cose. È eterno, immutabile, immateriale, unico, onnipotente, sovranamente giusto e buono.
  • L'Universo è una creazione di Dio e abbraccia tutti gli esseri razionali ed irrazionali, animati ed inanimati, materiali ed immateriali.
  • Oltre al mondo corporeo - dimora degli uomini, che sono gli Spiriti incarnati - esiste il mondo spirituale, dimora degli Spiriti non incarnati.
  • Nell'Universo esistono altri mondi abitati da esseri appartenenti a diversi gradi evolutivi: uguali, più evoluti o meno evoluti degli uomini.

  • Tutte le leggi della Natura sono leggi divine, poiché Dio ne è il creatore, e abbracciano tanto le leggi fisiche quanto quelle morali.
  • L'uomo è uno Spirito incarnato in un corpo materiale; il legame fra lo Spirito ed il corpo materiale avviene attraverso un corpo semi-materiale che è chiamato perispirito.
  • Gli Spiriti sono gli esseri intelligenti della creazione e costituiscono il mondo degli Spiriti, che preesiste e sopravvive a tutto.
  • Gli Spiriti sono creati semplici ed ignoranti ed evolvono intellettualmente e moralmente, passando da un ordine inferiore ad un altro più elevato, fino a raggiungere la perfezione, quando godono di una felicità inalterabile.
  • Gli Spiriti preservano la propria individualità prima, durante e dopo ogni incarnazione.
  • Gli Spiriti si reincarnano tante volte quanto necessario al proprio perfezionamento.
  • Gli Spiriti evolvono sempre. Nelle loro molteplici esistenze corporee, possono non progredire, ma non regrediscono mai. La rapidità del loro progresso intellettuale e morale dipende dagli sforzi fatti per raggiungere la perfezione.
  • Gli Spiriti appartengono a diversi ordini, in conformità al grado di perfezionamento raggiunto: Spiriti Puri, quelli che hanno conquistato la massima perfezione; Spiriti Buoni, nei quali predomina il desiderio del bene; Spiriti Imperfetti, caratterizzati dall'ignoranza, dal desiderio del male e dalle passioni inferiori.
  • Le relazioni fra gli Spiriti e gli uomini sono costanti, e sempre esistite. Gli Spiriti buoni ci inducono al bene, ci sostengono nelle prove della vita e ci aiutano a sopportarle con coraggio e rassegnazione. Gli Spiriti imperfetti ci inducono all'errore.
  • Gesù è la guida ed il modello per l'Umanità tutta e la Dottrina che insegnò e praticò rappresenta l'espressione più pura della Legge di Dio.
  • La morale del Cristo, contenuta nel Vangelo, è la guida per una sicura evoluzione di tutti gli uomini. La sua pratica è la soluzione a tutti i problemi umani ed è l'obiettivo che deve essere raggiunto dall'Umanità.
  • Nel proprio operare, l'uomo possiede il libero arbitrio, ed è l'unico responsabile delle conseguenze delle sue azioni.
  • La vita futura riserva agli uomini pene e gioie compatibili con il loro procedere, rispettoso o meno della Legge di Dio.
  • La preghiera è un atto di adorazione verso Dio; è rispondente alla legge naturale ed è il risultato di un sentimento innato nell'uomo, così come l'idea dell'esistenza del Creatore.
  • La preghiera rende l'uomo migliore. Colui che prega con ardore e fiducia è più forte contro le tentazioni del male e Dio fa sì che i buoni Spiriti gli siano accanto per assisterlo e consigliarlo. E' un aiuto che non è mai rifiutato, quando richiesto con sincerità.

--- o ---

PRATICA SPIRITICA

  • Tutta la pratica spiritica è gratuita, in conformità al principio morale del Vangelo: "Dai gratuitamente ciò che gratuitamente hai ricevuto".
  • La pratica spiritica è realizzata con semplicità, senza alcun culto esteriore, secondo il principio Cristiano per il quale Dio deve essere adorato in spirito e verità.
  • Lo Spiritismo non ha sacerdoti, né adopera nelle proprie riunioni e nella sua pratica: altari, immagini, processioni, paramenti, candele, sacramenti, concessioni d'indulgenza, bevande alcoliche o allucinogene, incensi, fumo, talismani, amuleti, oroscopi, cartomanzia, piramidi, cristalli o qualsiasi altro oggetto rituale o forma di culto esteriore.
  • Lo Spiritismo non impone in alcun modo i suoi principi, e invita coloro che desiderino conoscerlo a sottomettere i suoi insegnamenti al vaglio della ragione, prima di accettarli.
  • La medianità, che permette la comunicazione fra gli Spiriti e gli uomini, è una facoltà che molte persone hanno già al momento della nascita, indipendentemente dalla religione o dalla "dottrina di vita" che adottano.
  • La pratica della medianità che può essere definita "Spiritica", è soltanto quella esercitata in base ai principi della Dottrina Spiritica ed in conformità alla morale cristiana.
  • Lo Spiritismo rispetta tutte le religioni e dottrine, valorizza tutti gli sforzi volti alla pratica del bene e lavora per la fraternità e la pace fra tutti i popoli e fra tutti gli uomini, indipendentemente della razza, colore, nazionalità, credo, livello culturale o sociale. Riconosce, inoltre, che: "Il vero uomo di bene è colui che pratica la legge della giustizia, dell'amore e della carità, nella sua più ampia purezza".

I MEDIUM


  

Un medium (dal francese médium e questo dal latino medium, «mezzo») è una persona che afferma di servire come intermediaria per la manifestazione di entità spirituali (tra cui le anime di persone decedute), per via scritta (psicografia o scrittura automatica), per via orale (psicofonia), o generando una sostanza speciale, l'ectoplasma, che permetterebbe alle entità spirituali di muovere e materializzare oggetti e persone.

Storia [modifica]

La pratica medianica era molto diffusa anche nell'antichità, presso gli antichi sumeri, gli egizi e i greci. Il primo a studiare i fenomeni medianici in modo sistematico ed empirico fu il pedagogista francese Allan Kardec, che sistematizzò la dottrina filosofica dello spiritismo attorno ai fenomeni che avevano richiamato l'attenzione di filosofi e scienziati europei nella seconda metà del XIX secolo. Nel suo primo libro sull'argomento, Il libro degli spiriti, Kardec conia il termine medium per designare le persone che servirebbero come intermediari nel rapporto tra gli spiriti e gli uomini, attraverso una facoltà, la medianità, che si troverebbe in tutti gli uomini ma in gradi molto diversi. In seguito scrisse Il Libro dei Medium per descrivere tutte le sue indagini riguardo ai fenomeni medianici e ai diversi tipi di medium, ed è tuttora ritenuto uno dei testi principali dello spiritismo e della medianità dai milioni di aderenti nel mondo.

 

ALLAN KARDEC

Allan Kardec , pseudonimo di Hippolyte Léon Denizard Rivail, (Lione, 3 ottobre 1804Parigi, 31 marzo 1869) fu un pedagogista e filosofo francese. conosciuto per essere stato il fondatore e codificatore dello spiritismo, una dottrina filosofica di cui fu il principale divulgatore a livello mondiale.

Indice

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Biografia [modifica]

Come pedagogista, fu uno dei maggiori divulgatori della proposta pestalozziana di educazione nel XIX secolo. Pubblicò libri di grammatica, aritmetica e suggerimenti per il miglioramento della pubblica istruzione in Francia. Fu professore di fisiologia, astronomia, fisica e chimica al Liceo Polimatico, a Parigi.

Dal 1854, si dedicò allo studio dello spiritismo, che allora era molto in voga e interessava diversi scienziati e filosofi.

All'epoca la spiegazione più diffusa era quella del magnetismo animale, ma Kardec, rifiutò questa ipotesi, ritenendola insufficiente, e cercò di elaborare un sistema di pensiero in cui le manifestazioni spirituali aiutassero la trasformazione sociale e morale dell'umanità. Con questa motivazione, dedicò gli ultimi anni della sua vita alla sistematizzazione dello spiritismo.

Studiò a Yverdun (Svizzera) con il celebre Johann Heinrich Pestalozzi del quale diventò un eminente discepolo e collaboratore. Si dedicò alla divulgazione del sistema di educazione che influenzò la riforma degli studi in Francia e Germania. Parlava tedesco, inglese, italiano, spagnolo e olandese. Tradusse in tedesco frammenti di autori classici francesi, specialmente i testi di Fénelon (François de Salignac de la Mothe).

Rivail, l'educatore [modifica]

Fondò a Parigi – con sua moglie Amélie Gabrielle Boudet – un negozio simile a quello di Yverdun. Scrisse grammatiche, libri di aritmetica, studi pedagogici superiori; tradusse opere inglesi e tedesche. Organizzò, a casa sua, corsi gratuiti di chimica, fisica, astronomia e anatomia.

Membro di molte società, tra le quali l' Académie Real de Arras, fu premiato, nel 1831, per la monografia Qual è il sistema di studio più in armonia con le necessità di quest'epoca?

Fra le sue opere citiamo: "Piano presentato per il miglioramento dell'istruzione pubblica" (1828); "Corso pratico e teorico di aritmetica" (1829, secondo il metodo di Pestalozzi); e "Grammatica francese classica" (1831).

Kardec, il codificatore [modifica]

Nel 1854, il professor Rivail sentì parlare delle tavole giranti, fenomeno medianico che agitava l'Europa. A Parigi, fece i suoi primi studi scientifici sullo Spiritismo. Applicò alla nuova scienza il metodo di sperimentazione senza mai formulare teorie preconcette, osservava attentamente, comparava, deduceva le conseguenze; cercava sempre la ragione e la logica dei fatti.

Interrogò gli spiriti, annotò e ordinò con scrupoloso rigore scientifico i dati che ottenne. Per questo motivo è chiamato codificatore dello spiritismo. All'inizio, Rivail aveva come obiettivo solo la sua propria istruzione. Dopo, quando vide che il suo lavoro aveva assunto le proporzioni di una dottrina scientifica e filosofica, decise di pubblicare un libro, per l'istruzione di tutti. Pubblicò quindi Il libro degli spiriti il 18 aprile 1857, a Parigi. Adottò lo pseudonimo di Allan Kardec affinché fosse possibile differenziare la sua opera spiritista dalla produzione pedagogica pubblicata in precedenza. Nel gennaio del 1858, Kardec lanciò la Revue Spirite (Rivista Spiritista) e fondò la "Società Parigina degli Studi Spiritisti". In seguito, pubblicò Cos'è lo spiritismo (1859), Il libro dei medium (1861), Il vangelo secondo lo spiritismo" (1864), Il cielo e l'inferno" (1865) e La Genesi (1868).

Morte [modifica]              

File:AllanKardec.jpg                                                     

Tomba di Allan Kardec

Kardec scomparve a Parigi, il 31 marzo 1869, all'età di 64 anni, a causa dalla rottura di un aneurisma. Il suo corpo è seppellito nel cimitero Père Lachaise, nella capitale francese. I suoi amici raccolsero testi inediti e annotazioni di Kardec e li pubblicarono con il titolo "Opere postume", libro edito nel 1890. Sulla lapide è stata scolpita la frase "Nascere, morire, rinascere per progredire sempre: questa è la legge".

Opere [modifica]

  • Le Ciel et l'Enfer ou la Justice Divine selon le Spiritisme
  • Instruction pratique sur les Maifestations Spirites
  • Le Spiritisme à sa plus simple expression




April 27

HLV =Human Living Vampire

HLV   HUMAN LIVING VAMPIRE

La sigla H.L.V. e' l'abbreviazione di Human Living Vampire, cioe' "vampiro umano vivente".
In questa definizione sono racchiuse tutte le caratteristiche principali dell'essere a cui si riferisce: innanzitutto, human (umano) sottolinea il fatto che non si parla di mostri leggendari o esseri immortali dai magnifici poteri, ma di esseri umani pensanti e antropomorfi, simili in tutto e per tutto alla gente comune che si incontra ogni giorno.
Living (vivente), ribadisce il concetto che non si tratta di creature non-morte o maledette, ma di viventi, che come gli altri accusano i sintomi della vecchiaia, seguono lo sviluppo fisico nel corso degli anni e sono collegate, in definitiva, all'universo sensoriale e concreto come tutti.
Vampires (vampiri) e' infine il termine che evidenzia cio' che contraddistingue questi individui, e ne fa una classe di esseri umani a parte, caratterizzata da esigenze proprie. Questi soggetti infatti necessitano di assumere l'energia vitale che li sostiene, sotto differenti forme e con differenti metodi, prelevandola dall'esterno, non disponendo di una propria "produzione interna" sufficiente.
Un H.L.V. puo' dunque essere considerato un "predatore" di energia, che avverte il bisogno, per il proprio benessere, di incanalare in se' la "forza vitale" altrui.

Caratteristiche generali di un HLV
Il termine H.L.V. (Human Living Vampire) indica una categoria di esseri umani e mortali, che presentano tutti una caratteristica comune: il bisogno di assumere energia da altri ed il malessere avvertito quando questo non e' possibile.
Questo bisogno, che si manifesta in forme differenti a seconda dei casi e dei singoli individui (alcuni avvertono disagio psicologico, altri invece manifestano sintomi fisici) prende il nome di "Sete".
Non vi sono regole fisse e canoni ben definiti per caratterizzare un H.L.V., ogni singolo vampiro e' differente, con delle peculiarità proprie.
E' tuttavia possibile elencare, al di la' della Sete, alcune delle caratteristiche più comuni ai "vampiri": prima fra tutte e' l'avversione per la luce solare.

Spesso, infatti, un H.L.V. riporta scottature o irritazioni a seguito dell'esposizione al sole, e in alcuni casi avverte anche emicrania, nausea, vertigini. La parte generalmente piu' sensibile alla luce di un H.L.V. sono gli occhi, che possono lacrimare, risultare arrossati, irritati o addirittura gonfi in presenza di troppo sole.
Un vampiro è in genere molto più attivo durante le ore di buio: molti H.L.V. sono iper-attivi durante la notte, e non avvertono stanchezza e sonno, che invece sono molto forti durante il giorno.
Un altro punto comune a molti vampiri è uno sviluppo al di sopra della media di uno o più sensi: molti H.L.V., ad esempio, possono vedere nettamente meglio di un individuo medio, soprattutto in condizioni di scarsa illuminazione; altri hanno un udito particolarmente sensibile, e riescono a percepire suoni a frequenze che la maggior parte delle persone non avverte o non distingue.
Dal punto di vista psicologico, infine, molti H.L.V. presentano un carattere instabile, con frequenti sbalzi d'umore che li portano ad alternare momenti di profonda depressione ad altri di accesa allegria e vitalità.
Le caratteristiche elencate sono solo alcune di quelle presentate dai differenti soggetti, in particolare le più diffuse e comuni; ciò che rende un vampiro tale, tuttavia, e' la Sete: se un individuo non avverte questa necessità , non può essere considerato un "vampiro".

Il risveglio di un HLV
Il termine "risveglio" (o il suo corrispettivo inglese "awakening") viene impiegato per definire quel periodo in cui un H.L.V. si rende conto di essere tale.
Il risveglio di un "vampiro", dicono le statistiche, avviene in generale nel periodo della pubertà, ed accompagna lo sviluppo fisico e mentale che segna il passaggio dall'eta' dell'infanzia a quella adulta.
Secondo altri pareri invece, il periodo in cui un H.L.V. si risveglia e' soggettivo, variabile da persona a persona sia come collocazione temporale che come durata; sarebbe infatti influenzato dall'ambiente, dalle amicizie e dai molti fattori che accompagnano lo sviluppo mentale e sociale dell'individuo.
Ma come inizia il risveglio, e quali sono i fattori che lo stimolano?
Molti "vampiri" non sanno dare una risposta a questa domanda; il risveglio inizia come un processo silenzioso, spesso senza motivo apparente, senza un fattore scatenante. Molti H.L.V. raccontano di aver sempre sentito una diversita', di aver sempre in qualche modo saputo di non essere completamente "umani", ma ammettono di non poter fornire una motivazione esauriente a questa consapevolezza.
Molti altri affermano invece che, lentamente, il fastidio provocato dal sole, l'aumento di attività durante le ore notturne ed il desiderio di nutrirsi di sangue siano comparsi a cambiare la loro esistenza diurna ed assolutamente "normale".
Questi due approcci estremamente differenti alla presa di coscienza della propria natura, così come anche tutti gli altri percorsi intermedi a questi tramite cui ogni "vampiro" arriva a comprendere, riconoscere ed accettare la propria natura, sono accomunati da un percorso psicologico molto simile, che potrebbe essere suddiviso in due parti successive.

Nella prima, il "vampiro" appena risvegliato cerca di raccogliere piu' informazioni possibile riguardo se stesso e le proprie caratteristiche, informarsi su tutto e tutti e prendere pieno possesso delle particolarità che lo contraddistinguono. Psicologicamente, questo primo momento e' molo confuso per molti: eccitazione per la nuova scoperta, un senso di indecisione e incredulità, insicurezza e domande a non finire convivono.
Proprio per questo, nella fase iniziale sarebbe molto utile la guida di un H.L.V. esperto, un mentore che possa dare spiegazioni e consigli basati sulla propria esperienza e rendere il passaggio meno traumatico.

Mentre la prima parte del risveglio vede il "vampiro" molo concentrato su se stesso e sullo studio della propria natura basandosi sulle esperienze in prima persona, la seconda parte del risveglio porta gli H.L.V. ad orientarsi molto più verso l'esterno: si inizia infatti ad avvertire il bisogno di conoscere altri vampiri, di intrattenere confronti e scambi, di radunarsi.
Si avverte il desiderio di poter parlare della propria natura con un proprio simile, si fa più forte il desiderio di sapere di non essere soli.
I sintomi di vampirismo mostrati al momento del risveglio, spesso tendono ad accentuarsi e farsi più sensibili con il passare del tempo, ma e' anche vero che, come molti H.L.V. affermano, divengono meglio mascherabili e gestibili con l'esperienza e l'abitudine, entrando a far parte della quotidianità.
Volutamente, nella definizione del termine risveglio che apre questo breve testo, e' stato utilizzato il termine "periodo" e non "istante", poiché è profonda convinzione che il prendere coscienza della propria natura richieda tempo, e che possa spesso addirittura rivelarsi un processo di apprendimento senza fine, con cui addentrarsi sempre più nel proprio essere tramite nuove esperienze e conoscenze.
Ma se è possibile stabilire un termine simbolico a questa fase, che non ne segni l'interruzione definitiva, ma il suo progressivo mutare d'orientamento e trasformarsi in qualcosa di differente, esso sarebbe proprio da ricercare in questo sfumare nell'abitudine e nella quotidianità, in questa accettazione del "vampirismo" e delle necessità che esso comporta come parte integrante della propria esistenza e di se stessi.


April 20

GLI EFFETTI DELLA MUSICA SULLA MENTE E SULLO SPIRITO

  GLI EFFETTI DELLA MUSICA SULLA MENTE E SULLO SPIRITO:
 

Tutti ormai ascoltiamo musica, in ogni ambiente possiamo sentire della musica o dei suoni che ci ricordano determinate circostanze, suoni allegati ad immagini, musica in radio, musica nelle pubblicità ecc ecc...

Ma cos'è la musica? In verità come è composta e quali sono gli effetti delle musica sul nostro spirito e sulla nostra mente? Moltissimi scienziati e moltissimi neurologi

studiano l'effetto della musica sul nostro corpo e sulla nostra psiche addentrandosi in una sfera molto piu particolare fino ad arrivare agli effetti benefici non solo sul corpo ma anche sullo spirito.

Possiamo notare che la mente dei musicisti è diversa da una mente di chi ascolta musica in maniera inesperta , Negli ascoltatori inesperti l'ascolto della musica attiva la parte destra del cervello, quella più intuitiva ,

Nei musicisti si attiva la parte più razionale, cioè quella destra.



Un recente studio americano ha evidenziato che i professionisti della musica ascoltano in modo diverso rispetto ai semplici appassionati. I primi hanno un approccio analitico, i secondi emotivo. Per questo l'arte dei suoni non rilassa entrambi allo stesso modo. Come ascoltano la musica i musicisti? Che tipo di sensazioni provano i professionisti delle sette note quando assistono a un concerto? Qualcuno potrebbe pensare che, visto che la fonte sonora è uguale, musicisti e non musicisti provano le stesse sensazioni. Le cose, invece, non stanno esattamente così. Alla domanda ha cercato di rispondere un recente studio americano che ha individuato due tipi di ascolto: emotivo e analitico. Il primo è prerogativa degli incompetenti che, non avendo una preparazione specifica, rispondono agli stimoli di una composizione musicale in modo diretto. Un crescendo fa aumentare il battito cardiaco, un passaggio veloce - non necessariamente di grande virtuosismo - crea stupore e ammirazione. Una melodia struggente commuove subito, eccetera. Il professionista, invece, ha un ascolto analitico, "gestaltico", dal tedesco "gestalt" (forma). Ogni nota che sente deve trovare una collocazione nella struttura del pezzo. Durante l'ascolto il cervello attua una sorta di decostruzione continua. Se il brano è per orchestra vengono individuati i diversi timbri, quindi collegati ai rispettivi strumenti, poi viene fatta una valutazione sulla qualità dell'esecuzione. Alla fine, se tutto procede senza intoppi, sfiancata dal labirinto cerebrale arriva una briciola di emozione. Ho semplificato molto, ma la sostanza è questa. Naturalmente ci sono tante sfumature, insomma non stiamo parlando di una scienza esatta. I musicisti possono tirare un sospiro di sollievo. Molti di loro non hanno mai perso l'ascolto emotivo. Ci sono due casi che meritano tuttavia di essere studiati. C'è un luogo comune secondo il quale la musica rilassa. La "classica" in special modo. Per questo motivo nelle sale d'attesa degli studi dentistici viene diffuso Mozart a tutto spiano. La musica accompagna anche le sedute di massaggi, la meditazione, o più semplicemente la giornata in ufficio, o il proprio relax. Tutto questo vale per le persone "normali". Alla maggioranza dei musicisti, invece, ascoltare musica piace, ma non allenta la tensione. Per rilassarsi preferiscono il silenzio. Soltanto così il loro cervello può davvero riposarsi. Ma c'è un altro caso curioso. È il momento in cui un musicista deve esprimere una valutazione su un collega che suona uno strumento diverso dal suo. Che cosa succede, per esempio, a un pianista che siede in una commissione d'esame di violino? Come si comporta un organista che deve valutare un flautista? Nei concorsi giovanili multistrumentali ho assistito mille volte all'imbarazzo, per non dire al panico, che vivevano stimati professori di pianoforte completamente spiazzati nel dover esprimere un parere su un ragazzo che suonava la tromba. Eppure il linguaggio musicale utilizza gli stessi ingredienti: note, pause, dinamiche, agogiche. La capacità d'ascolto del pianista, ma vale per tutti gli strumentisti, è fortemente condizionata dalla propria settoriale competenza. Soltanto l'abitudine o la necessità - pensiamo al direttore d'orchestra - riescono a liberare il musicista dai vincoli dell'ascolto analitico.


Arriviamo a parlare della meditazione d'ascolto ossia quella pratica che rende il corpo e la mente ricettivo a stimoli esterni quali molti affermano la sfera paranormale

ossia il parlare con il proprio spirito.

Durante la meditazione Tibetana per esempio, si nota come i cosi detti monaci “imitano” un suono assai particolare ossia “l'om” codesto suono ripetuto rilascia delle vibrazioni sofisticatissime che permetto al praticante di arrivare ad uno stato di “trance” meditativa permettendo alla mente di ricevere informazioni anche di natura

soprannaturale.

Sempre parlando di meditazione possiamo parlare delle varie tecniche

utilizzare dalla musica per “condizionare” lo stato mentale dell'individuo :

il didgeridoo : un suono assai particolare che produce suoni ad bassissima frequenza capace di “ipnotizzare” la mente rendendola vegetativa (svuotata da ogni pensiero) quindi capace di essere ricettiva. Questa tecnica non è ancora riconosciuta nella musicoterapia ma viene adoperata da moltissimi studiosi e moltissime persone di tutto il mondo di tutte le religioni appunto per la meditazione.


Quante volte abbiamo detto “ ahh questa musica mi fa andare in ecstasy “

oppure “ questa canzone mi fa ricordare... “

eh si.. non si tratta solo di sentimentalismo o nostalgia di vecchi o futuri tempi

si tratta dell'effetto delle vibrazioni musicali trasmesse al cervello rendendo gradevole e molto appagante l'ascolto . La musica suscita ricordi , pensieri, malinconia ecc.. Anche per questo che codesta viene utilizzata dagli psicologi e psicoterapeuti

per le loro sedute con pazienti irrequieti o che debbano ricordare determinati fatti

questo sta a determinare l'efficacia sulla nostra mente.


Parliamo un po di storia musicale :


effetto della musica, (e dell’arte più in generale) sulla psiche e sull’animo umano era noto fin dalla antichità: nelle prime civiltà note i sacerdoti erano i depositari dei saperi ed insieme dispensatori delle terapie.

Nei rituali che dovevano scacciare il male dal corpo i movimenti, i ritmi ed i suoni erano fondamentali e tutto si basava su una intuizione elementare: il corpo era parte del cosmo che era fatto di armonia e ritmo e quindi la musica, che è armonia e ritmo, poteva mettere il corpo malato in sintonia con il cosmo. 

Nella cultura cinese del III° secolo A.C. il primo libro di medicina è anche il primo libro conosciuto di musica e contiene la prima scala pentatonica.

In occidente Platone è stato tra i primi a dare un tentativo di spiegazione razionale degli effetti della musica sulla psiche, partendo anche lui dalla premessa che l’intero universo è costituito su ritmi e che la vita umana è basata su ritmo e armonia: la musica parla alla parte più istintiva della mente.

Aristotele parlava di “effetto liberatorio e catartico” in grado quindi di migliorare le tensioni psichiche.

Per Pitagora la musica poteva “modificare lo stato d’animo profondo, consentendo una maggiore consapevolezza di sé ed un più sapiente  uso delle proprie capacità”.

In epoca medioevale in Estremo Oriente, per gli arabi strumenti musicali come il flauto, erano anche strumenti di terapia per alcuni disturbi mentali, mentre in Europa i monaci di nuovo erano i depositari del sapere medico e di quello musicale.

Nel periodo rinascimentale scuole mediche come quella di Salerno e come quella di Montpellier, partendo da concetti “laici” arrivano comunque all’idea di un “rapporto di vibrazione che si crea tra i corpi sonori come quello umano e l’ambiente che ci circonda”.

E’ nella prima metà del 700 comunque che si parla esplicitamente di “musicaterapia” e lo fa il medico musicista londinese Richard Brockiesby in un trattato che si diffuse in tutta Europa suscitando perplessità e polemiche.

Alla fine del 700 si approfondisce il concetto di “Scienza Musicale”, si parla di applicazioni anche alle patologie organiche, si comincia ad individuare la relazione intercorrente tra ritmo corporeo e ritmo musicale, tra pulsazioni, ritmo del respiro e battute musicali.

Nell’800 i concetti diventano più scientifici e, come tutte le nozioni mediche, si comincia a sottoporre a verifica, con studi ripetibili e testabili, gli effetti della musica sul corpo e sulla mente delle persone, mentre in Germania Karl Strumph parla di “psicologia del suono”.

Oggi i mezzi di cui dispone la scienza medica riescono ad indagare anche sulle modificazioni che si attivano nelle aree cerebrali delle persone che ascoltano musica o che si pongono davanti ad un quadro: Semir Zeki ha definito “neuroestetica” la disciplina che cerca di capire le basi neurofisiologiche dell’arte e cerca di scoprire se esistono degli “universali artistici” che possiamo trovare in tutti noi indipendentemente dalla latitudine alla quale siamo nati e alla cultura alla quale apparteniamo.

E le ricerche più moderne sembrano dirci che questi “universali” esistono davvero, confermando la nozione comune che l’arte non ha confini e riesce a parlare alla psiche di tutti, senza problemi di linguaggio o di idiomi.

Abbiamo la conferma che il messaggio artistico viene elaborato soprattutto nel sistema dell’ippocampo e nel sistema limbico  del nostro cervello, i quali hanno ampie connessioni sia con l’ipotalamo sia con la corteccia. Ed è soprattutto alla corteccia dell’emisfero destro, quello delle funzioni analogiche e che analizza in base a criteri ritmici, musicali, spaziali, che spetta il compito di elaborare gli impulsi che vengono dalla musica e dalle forme artistiche in generale

Abbiamo detto che il linguaggio musicale ha le caratteristiche di un “protolinguaggio” in quanto prescinde dal linguaggio elaborato in maniera cosciente.


Ed è forse qui che c’è tutta la spiegazione del perché la musica possa agire sugli affetti e sui sentimenti molto di più di quanto possa fare il linguaggio verbale.

Ci può aiutare a capire meglio Gregory Bateson: “gli algoritmi dell’inconscio sono organizzati in modo del tutto diverso dagli algoritmi del linguaggio. E poiché gran parte del pensiero conscio elaborato dalla neocorteccia è strutturato in base alla logica del linguaggio, esso può accedere con grande difficoltà agli algoritmi dell’inconscio”.

E’ quello che Pascal diceva in modo più poetico: “Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce”.

L’arte” dice sempre Bateson “è una comunicazione di qualcosa di inconscio che le parole razionali non potrebbero dare allo stesso modo” e ricorda una citazione di Isadora Duncan: “Se potessi dire con le parole che cosa significa, non avrei bisogno di danzarlo”.



Ed è per tutto questo che l’arteterapia si pone oggi, con strumenti del tutto nuovi e con grandissime potenzialità, in quello che continua ad essere la frontiera più affascinante per chi voglia capire meglio la condizione umana: il rapporto tra mente e corpo, ha connessione tra la parte istintuale  e inconscia dell’animo umano e quella razionale.

Spunto dal Dott Crescenzo Paliotta.

MA Parliamo anche degli effetti della musica sulla natura:

Quante metodiche naturali possiamo utilizzare piuttosto che usare fertilizzanti chimici?

La musica sembra avere effetti molto
positivi non solo sugli esseri umani, ma anche sulle piante. Alcuni
agricoltori biologici usano vari suoni, (ad esempio il canto degli
uccelli) che favoriscono l'apertura degli stomi. 

L'uso della musica , associata ad uno
spray fogliare organico si sta rivelando un buon fertilizzante, perchè
in questo modo la pianta assorbe una maggiore quantità di nutrienti.

WWW.biospazio.it


Aggiungo anche che la musica è stata utilizzata per far crescere gli ulivi in maniera

genuina e piu' veloce.


Sulla musica ci sarebbe ancora molto da dire ma non voglio scrivere di più

per lasciarvi la sperimentazione di codesta “ DEA “ dell'anima al vostro

discreto e sensibile giudizio.


Sperimentate la musica su di voi! Può farvi solo del bene.


Fede e speranza.


Simus




I VAMPIRI ( nella storia, nella leggenda)

I vampiri, come tramandato dalla tradizione, sono morti che tornano dalla tomba per succhiare ai viventi l'essenza vitale (preferibilmente il sangue). Il termine vampiro ha origine slava: riconducibile alla radice -pi, mago, stregone, e al verbo lituano wempti, bere, succhiare. Chiamati vampir in Serbia, wampyr in Bulgaria, upiór in Polonia, upyr' in Russia, si distinguono non solo per i nomi, ma anche per caratteristiche e modus operandi e, per lungo tempo, sono stati considerati tutt'altro che un parto fantastico di leggende perse nel tempo.Il vampiro è una figura mostruosa presente, sotto le più varie forme, nel folclore di tutti i continenti. È, quasi sempre, un non-morto che per varie ragioni ritorna dalla tomba per tormentare e uccidere i vivi, molto spesso succhiando loro il sangue. La figura del vampiro ha subito molte modifiche nei secoli e solo recentemente ha acquisito un certo fascino sinistro che ci è tramandato dalla letteratura e dal cinema.

È stata avanzata l'ipotesi che la figura del vampiro sia l'interpretazione fantastica della malattia oggi nota come porfiria

 

Ai vampiri nella tradizione secolare sono stati attribuiti diversi poteri oltre all'immortalità; alcuni di essi sarebbero, infatti, dotati di poteri ipnotici che consentono loro di piegare la volontà delle vittime. Si crede, inoltre, che siano in grado di mutare il proprio aspetto a piacimento; le "forme" più diffusamente riconosciute come propri travestimenti sono: nebbia, lupi, pipistrelli, contadini o semplicemente le loro sembianze umane.

Nel folklore cinese i vampiri hanno la capacità di volare e di uccidere con il soffio, nutrendosi, anche a distanza, del sangue.

Si sostiene poi che siano quasi del tutto invulnerabili alle ferite e le loro carni si rigenerino durante il sonno diurno dando vita a delle guarigioni rapidissime; inoltre il vampiro può guarire le ferite umane con alcune gocce del proprio sangue.

I vampiri, inoltre, non possono vedere la loro immagine riflessa da uno specchio nè da nessun'altra superficie, poiché la luce del sole in questo modo si rifletterebbe su di loro. Il fatto di evitare lo specchio per la riflessione della luce del sole non trova riscontro nella notte, visto che il vampiro non corre nessun pericolo se si trova dinanzi uno specchio in notturna, visto che non c'è luce solare. Si ritiene che il vampiro abbia la possibilità di girare di giorno, nonostante (secondo alcune fonti) il sole lo renderebbe più debole (e quest'ultima particolarità affievolisce ancor di più la credenza che il vampiro eviti lo specchio per il riflettersi della luce solare).

La leggenda riporta inoltre che il vampiro generalmente ha bisogno di un aiutante umano, per poter risolvere problemi e difficoltà altrimenti insormontabili; i vampiri venivano tenuti lontani dall'aglio, il cui odore era insopportabile e avevano paura delle rose e dell'acqua corrente in quanto segni di pura vita.

Inoltre il vampiro essere nato da un' anima oscura reincarnata in un corpo corrotto è spaventato dagli oggetti di carattere religioso soprattutto quelli cattolici.

Le origini del mito [modifica]

Disegno raffigurante un vampiro

Stando ai ritrovamenti archeologici, la paura che un morto potesse tornare a tormentare un vivo è antichissima. Ad esempio, in molte necropoli preistoriche sono stati rinvenuti resti con pietre piantate sul corpo.[senza fonte] Questa pratica è ancora oggi diffusa in alcune regioni a influsso Vodun per impedire al morto di tornare dall'aldilà.

Il più antico testo vampirico di cui si è a conoscenza è una tavoletta babilonese conservata al British Museum su cui è incisa una formula magica che serve a proteggere dai demoni succhia sangue, gli etimmé.

Risalendo la storia dei popoli troviamo, nella tradizione ebraica antica, l'aluka cioè il "succhiasangue". Quest'essere assale i viandanti che si sono persi nel deserto e ne beve il sangue. Non a caso, tra i precetti della Torah, c'è anche il divieto di bere il sangue, veicolo dell'essenza vitale degli esseri viventi.

La stessa figura biblica di Lilith, che riprende il demone assiro lilitu, era un demone di genere succubus (la versione femminile degli incubus, demoni dalla forma spettrale piuttosto che corporea). Prima e malvagia moglie di Adamo, Lilith è ritenuta nella tradizione ebraica la madre di tutti i vampiri: come tutte le succubi, è golosa di seme umano e per questo entra di notte nel letto degli uomini per prosciugarli della loro forza vitale. Da Lilith discendono anche le lilin, che succhiano il sangue dei bambini. Secondo la tradizione, se un bambino sorride nel sonno durante la notte del sabato ebraico, si dice che sta giocando con Lilith: per salvarlo, gli si strofina il naso per tre volte e si dice la frase augurale: Adamo, Eva, fuori Lilith!. Foglietti con questa stessa frase augurale vengono appesi nella stanza e nella casa delle partorienti.

Anche greci e romani avevano una loro mitologia vampirica, perlopiù rappresentata da vampiri di sesso femminile, che si unisce con una certa tradizione sciamanica europea. La lamia, ad esempio, regina dei succubi, è una sorta di strega, che a volte appare in forma di bella fanciulla, a volte come vecchia donna, a volte anche con sembianze animali, preferibilmente un serpente con la testa di donna. Nella Roma antica si aggiunge anche la strix, diretta antenata delle strie italiane e degli strigoi rumeni. Questo essere dalla forma d'uccello rapace assetato di sangue, che beveva con un lungo e affilato becco, viene così descritta da Ovidio:

Si dice che strazino i fanciulli ancora lattanti
e pieno di sangue tracannato abbiano il gozzo
Hanno nome di strigi: causa del nome
è che sogliono di notte orribilmente stridere

Altra letale fanciulla era l'empusa, che per una particolare malia, appare come una splendida fanciulla, quando in realtà nasconde mostruose e ripugnanti fattezze: ha un piede di bronzo ed uno di sterco d'asina.

Infine ricordiamo le mormos, vampire un po' più gradevoli, al servizio di Ecate, dea della notte, della magia nera e protettrice delle streghe.

I primi esempi di letteratura sui vampiri [modifica]

Il primo racconto compiuto sui vampiri a noi pervenuto è di Filostrato. Questi riporta, nella Vita di Apollonio di Tiana, la storia del giovane Menippo che salva il suo maestro Apollonio dalle terribili trame di una empusa, utilizzando una lingua sciolta e tanta fantasia.

Testimonianze ancora più importanti sui non-morti dell'antica Roma ci pervengono dal resoconto di un certo Flegone Tralliano, liberto dell'imperatore Adriano, che narra la vicenda di Philinnio, giovane fanciulla da poco morta. Philinnio torna dalla tomba per amore di Machate, giovane ospite nella casa dei genitori di lei. Svegliata da rumori notturni la vecchia balia della ragazza si alza e la scorge nel letto del giovane. Scoperta quindi dai genitori ansiosi di riabbracciarla, Philinnio deve fare ritorno al suo stato di morta e crolla sul letto senza vita. Sconvolti per l'accaduto gli abitanti del villaggio si rivolsero al saggio Ryllus che ordinò loro che per nessuna ragione permettessero che il corpo di Philinnio fosse ricollocato nel sepolcro, ma si assicurassero che fosse immediatamente incenerito in un luogo lontano, fuori dalle mura della città. Al vedere bruciare il corpo della sua giovane amata, il povero Machate si suicida.

Questa vicenda fu ripresa, in poesia, da Goethe, che l'ambientò a Corinto. Fu, probabilmente, anche la fonte del racconto Arria Marcella di Théophile Gautier).

Le epidemie [modifica]

Da questi primi miti greco-romani, probabilmente influenzati da miti più antichi provenienti dall'Oriente, la leggenda del vampiro si è diffusa nell'Europa dell'Est e da qui in tutto l'Occidente. Questa, però, si rivelò molto più di una semplice leggenda, ma una vera e propria epidemia, che venne documentata fin dal Seicento. Si parte dal 1672 in Istria con il vampiro Giure Grando di Coriddigo, quindi in Grecia (1701), Prussia Orientale (1710 e 1721), Ungheria (1725-30), Serbia (1725-32), Slesia (1755), Valacchia (1756), Russia (1772) e via discorrendo. In ognuno di questi casi, gli inquisitori produssero una vasta e dettagliata documentazione, in cui venivano descritte esumazioni di cadaveri, che presentavano crescita di capelli e unghie dopo la morte, colorito acceso e che emettevano urla strazianti e inumane una volta che veniva tagliata loro la testa e infilato un paletto nel cuore, il tutto rilasciando dalle ferite così inferte fiotti di sangue fresco (per chiunque abbia una minima base di tanatologia sarà facile riconoscere i classici segni della decomposizione, infatti la crescita di capelli, unghie e denti è dovuta al ritiro dei tessuti, così come il fluido rosso, erroneamente scambiato per sangue, non è nient'altro che un classico prodotto provocato dalla decomposizione degli organi interni, per quanto riguarda la temperatura elevata dei liquidi putrescenti invece, si deve sapere che durante il processo post-mortem di "digestione batterica" viene prodotto calore).

Molte furono le personalità che si occuparono di vampiri, ottenendo, a buon diritto, il titolo di vampirologi (Dom Augustin Calmet, Collin De Plancy, Montague Summers), ma la summa sull'argomento è un'opera di oltre 900 pagine redatta dall'abate Augustin Calmet, Dissertation sur les Apparitions des anges, des démons e des esprits et sur les revenants et vampires de Hongrie.

Calmet raccolse nel suo tomo tutte le testimonianze e le leggende sui vampiri (denominati revenants, spettri che ritornano), cercando anche di dare spiegazioni razionali ai fenomeni: morti apparenti, differenti gradi di decomposizione, e altre ancora. La spiegazione che però l'abate proponeva più spesso era quella soprannaturale: i vampiri erano, infatti, considerati da Calmet dei veri e propri demoni, che conservavano dopo la morte una vera esistenza. Essi erano in grado di uscire dalle tombe attraverso dei fori praticati sulla bara, probabilmente smaterializzandosi e rimaterializzandosi, e quindi andavano tra i vivi in caccia del sangue necessario per proseguire la loro immonda esistenza.

A questa maledizione ci si poteva opporre solo con la Magia Postuma, dal titolo di un trattato del 1706 di Ferdinand De Schertz: come già descritto, consisteva nel mutilare ed aggredire il cadavere del sospetto vampiro tramite la decapitazione e la distruzione del suo cuore. Questa pratica imperversò un po' in tutta Europa e solo nel 1755 si ebbe un freno grazie a Maria Teresa d'Asburgo (arciduchessa regnante d'Austria, regina di Ungheria, Boemia, Croazia, Slavonia, e imperatrice consorte del Sacro Romano Impero) che con una legge imperiale ne impedì l'applicazione nei territori da lei retti: già questo semplice divieto fece terminare le epidemie di vampirismo.

I vampiri, però, continuarono ad essere oggetto dell'attenzione del popolo: nel 1816, ad esempio, Prosper Mérimée, l'autore di Carmen, fu testimone di un caso di vampirismo in Serbia, assistendo all'esumazione e alla distruzione del cadavere, mentre nel 1909, in Transilvania, venne dato alle fiamme il castello di un altro vampiro.

Le epidemie inglesi [modifica]

Come detto già nel Regno Unito del XII secolo si iniziavano ad avere resoconti di casi di vampirismo. In questi primi resoconti ci si riferisce alla creatura (generalmente un morto ritornato alla vita) come ad una sanguisuga. Un esempio sono i numerosi casi che si riscontrano a Newburg, tutti riportati da tal Guglielmo di Newburg. Ad esempio, un uomo, seppellito alla vigilia dell'ascensione, a partire dalla notte successiva e per tre notti di seguito si presenta alla moglie e le si getta addosso, lasciandola praticamente senza fiato. La moglie, però, la terza notte si fa trovare preparata e si organizza con un gruppo di amici, la cui presenza spinge il morto a fuggire urlante. Nelle notti successive il povero morto inizia a spaventare gli abitanti del villaggio, anche in pieno giorno: a quel punto gli abitanti chiedono consiglio alle autorità religiose, che propongono una soluzione:

I teologi raccomandano al vescovo di far bruciare il corpo, ma questo metodo sembra al prelato "del tutto indesiderabile e sconveniente". Preferisce scrivere di suo pugno un decreto di assoluzione per il morto. Aperta la tomba, il corpo è trovato incorrotto "precisamente com’era il giorno della sepoltura", e da quel momento gli incidenti cessano completamente.

Molte altre di queste apparizioni si verificano un po' in tutta l'Inghilterra e non risparmiano nessuno: basta semplicemente morire senza essere stati confessati, come un altro eminente cittadino di Newburg che, caduto dal tetto della sua casa mentre cercava le prove del tradimento della moglie, continuerà a terrorizzare, dopo morto, i cittadini. Il suo corpo si dice sia stato ritrovato in parte gonfio e decomposto, con il viso florido. Quando questi venne colpito, ne fuoriuscì una gran quantità di sangue caldo, a dimostrazione del fatto che il morto si era nutrito del sangue succhiato da molte vittime. Il corpo venne, quindi, portato fuori dalle mura del paese per essere bruciato.

L'attacco al villaggio serbo di Medvedja [modifica]

Dicono le cronache che nel 1731 il villaggio di Medveđa (Medvedja), in Serbia, venne attaccato dai vampiri, provocando la morte di parecchie persone. Venne inviato a compiere le indagini l'ufficiale medico Johannes Fluchinger, che redasse un dettagliato resoconto. Quelli che seguono sono dei semplici estratti, tratti dal servizio in terza di copertina del numero 6 di Dampyr:

Ho condotto l'indagine con la consulenza di altri due ufficiali medici, in presenza del capitano della locale compagnia di hajduk (fanteria serba) e degli hajduci più anziani del villaggio. I quali mi hanno riferito ciò che segue: cinque anni fa un hajduk locale, Arnold Pavle, si ruppe il collo cadendo da un carro. Lo stesso Pavle, in vita, aveva detto di essere stato morso da un vampiro, presso Gossowa nella Turchia serba. Per liberarsi dall'influsso maligno, aveva mangiato terra presa dalla tomba del presunto vampiro. Tuttavia, una ventina di giorni dopo la sua morte, alcune persone dissero che Pavle era tornato a tormentarle ed, in effetti, quattro di loro morirono. I paesani disseppellirono Pavle quaranta giorni dopo la sepoltura e trovarono il suo corpo intatto. Sangue fresco era colato da occhi, orecchie, bocca; camicia, sudario e bara erano pieni di sangue; le unghie delle mani e dei piedi erano ricresciute. Da ciò si dedusse che Arnold Pavle era un vampiro e, secondo l'usanza, gli fu piantato un paletto nel cuore. In quello stesso istante, egli emise un forte gemito e un fiotto di sangue schizzò fuori dal suo corpo. Indi, il cadavere fu arso e ridotto in cenere. Così si dispose anche dei quattro uccisi da Pavle. (...)
Quindici giorni fa una ragazza di nome Stanacka si svegliò a mezzanotte gridando di essere stata aggredita da un certo Miloje, che era stato sepolto nove settimane prima. (...)

Il 12 dicembre del 1731 gli abitanti di Medvedja si recarono al locale cimitero per riesumare le salme e distruggere tutti i presunti vampiri presenti. Con sommo orrore dell'ufficiale, si constatò che molti corpi erano in buono stato di conservazione:

Le teste dei vampiri furono fatte tagliare da degli zingari di passaggio e poi bruciate con i corpi. Le ceneri furono gettate nel fiume Morava.

Questi brani, che sembrano tratti da un racconto del terrore, provengono in realtà da un resoconto di un ufficiale dell'Impero Austro-Ungarico. In realtà, probabilmente è quasi tutto vero, e si può interpretare così:

  • 1. Il fatto che i corpi siano quasi intatti dipende probabilmente dal clima e dalla temperatura che sono diversi di paese in paese. Probabilmente nella zona dove è avvenuto il fatto la temperatura è abbastanza bassa, è ciò ha impedito ai batteri decompositori di consumare il corpo.
  • 2. Il sangue trovato sul corpo e nella bara proviene dal cadavere. Il sangue al suo interno è fuoriuscito quando la pelle, dopo la morte, si è ritirata, facendo uscire la sostanza ematica dalle aperture presenti (bocca, naso, occhi, orecchie).
  • 3. L'urlo che il cadavere ha lanciato quando è stato trafitto è in realtà, il rumore dei gas provenienti dalla decomposizione del corpo che sono fuoriusciti con forza quando è stato trafitto, facendolo rizzare in piedi e facendo schizzare il sangue fuori.
  • 4. Certe persone sono affette da rare malattie genetiche e cromosomiche che li rendono sensibili alla luce (fotofobia), pallidissimi di carnagione e allergici all'aglio. E' probabilmente da qui che è nato il mito del vampiro.

Si può quindi ben osservare come molte delle situazioni e delle atmosfere della letteratura vampirica non sono delle esclusive invenzioni degli autori, ma spesso dei semplici adattamenti delle oscure atmosfere che si respiravano negli sperduti villaggi dell'Europa Orientale.

La teoria dei risurgenti [modifica]

Riportata in un testo italiano dal titolo "Vampiri Risurgenti" che raccoglie brani e documenti in forma organica esplicativa di Don Calmet, monsignor Davanzati, Cornelio Agrippa, Helena Blavatsky, tende invece a sottolineare un'esistenza reale e peculiare di queste rare creature, la cui azione viene collegata a fenomeni che coinvolgono il corpo astrale, doppio eterico, fantasma ovvero corpo sottile in determinate condizioni di grave degradazione. Questa argomentazione prende dunque una netta distanza dalle ipotesi di mito, folcklore e cinematografia fantastica (sempre piu' in voga e sempre piu' attribuenti qualità addirittura desiderabili e sensuali a questo evento ascrivibile invece all'orrore demoniaco), sottolineando invece un evento concreto e comprovato, seppure assai infrequente. Da notare che lo stesso autore Bram Stoker, che presentò al grosso pubblico una figura romanzata nota come Dracula il Vampiro, ebbe sicuramente contatti con la nota associazione esoterica e magica Golden Dawn, della quale probabilmente fu anche membro. Lo stesso Stoker ebbe a scrivere l'emblematica frase: "La forza del vampiro é che nessuno crede nella sua esistenza".

 

riflessione di Simus :

Che dire di queste creature  del tempo? .. molte persone vogliono paragonare i vampiri  o il vampirismo a pura e semplice fantasia dell'essere umano escludendo

anche la minima possibilità della loro esistenza su questa terra.. molte storie ci portano a riflettere.. anche se non stiamo parlando dei vampiri storici di coloro che si nutrono esclusivamente di sangue o hanno poteri sovrannaturali non possiamo dire che i vampiri o persone affette da vampismo non esistono..

 

November 28

sulla storia della magia e sugli esseri magic i (draghi)

 

LO SCIAMANESIMO , LA STREGONIA E GLI ESSERI MAGICI


Oramai tutti noi abbiamo sentito parlare almeno una volta nella nostra vita di stregoneria.

Fin dai tempi piu' remoti donne dalle tradizioni particolari quali la medicazione tramite erbe medicinali ,venivano considerate streghe (ci limiteremo a parlare della stregoneria italiana per non citare troppi termini stranieri ). Da tutto il mondo sono note diverse usanze e credenze che riportano ad un illuminazione ricorrente alla stregoneria. Dai tempi dell'inquisizione 1252 circa iniziarono lunghe e dolorose sentenze a morte precisamente a rogo di  queste donne considerate eredi o servitrici del male.., Alcune streghe  non ritenevano di effettuare alcun sacrificio ne animale ne umano ma semplicemente di usare erbe medicinali per curare i malati ( venivano anche definite i medici delle erbe proprio per la loro preparazione ottimale su codeste) ma questo non basto' alla chiesa ed al popolo tanto che decisero di metterle tutte al rogo ,qualsiasi persona che poteva essere sospettato di stregoneria o di arti magiche...

Non nego in effetti che molte streghe seguivano e seguono tutt'ora una filosofia assai demoniaca per non parlare di satanismo , esse affermavano liberatamente di adorare il maligno e di fare per conto proprio o per esso sacrifici a livello umano o animale o peggio ancora atti barbarici che consistevano nel trucidare essere viventi o comunque animati..

Questa streghe usano anche erbe e funghi allucinogeni i quali provocano allucinazioni potenti ed assai pericolose... esse usano questi infusi per avere un contatto diretto ma inconscio con un altra dimensione ossia quella degli spiriti. Stessa facevano e fanno ancora oggi gli sciamani

assumono delle erbe in particolare in fungo allucinogeno chiamato “amanita muscaria” questo fungo ha delle proprietà tossiche ed altamente allucinogene per il sistema nervoso centrale, anche lo sciamano afferma di effettuare dei viaggi a livello astrale ossia al di fuori del corpo fisico per comunicare con il mondo spirituali.. esso nella visione allucinogena si traveste o meglio prende forma di un aquila per sorvolare il mondo spirituale, assume forme di lupo per attraversare questi mondi , forme di rettili quali serpenti per entrare nel corpo del malato e osservare la malattia in atto per poi distruggerla in maniera spirituale e cosi via... lo sciamano utilizza molti metodi per comunicare con il mondo dei morti quali la nota “capanna sudatoria” consiste in una capanna vera e propria dove all'interno la temperatura di alza in maniera vertiginosa e crea delle visioni allo sciamano le quali lo aiutano nella sua ricerca spirituale.. molti sono le affinità che ha lo sciamano con la strega ma non si possono considerare uguali a livello spiritico.

Torniamo alle streghe,  affermano di volare su scope di legno o comunque su bastoni dalle capacità magiche (noti sono i miti di streghe volanti con grandi cappelli a galoppo di scope) anche questo si suppone che la strega durante questi “voli” sia drogata o allucinata tramite le droghe citare sopra.. quindi non effettuavano come nel mito il volo vero e proprio ma durante quest'ecstasy

essa aveva la visione di volare tra i cieli durante la notte.. il fungo (amanita muscaria) era adoperato da tutto il popolo a partire dal 1300 circa era la “droga comune” come ai giorni nostri lo è la cocaina per capirci... durante le notti tristi e freddi che molti paesi italiani ospitano, qualcuno del popolo utilizzava come svago questa droga e non è raro leggere sui libri di talune persone che affermano di aver visto donne su bastoni volare.. questo sta a significare che non è naturalmente certo che le streghe possedevano tale potere “ levitatore ” .

Nel nostro secolo e nei nostri giorni tale Signore delle erbe sono ancora oggi presenti tra di noi.. naturalmente con il progresso le cose sono cambiate, ci sono strumenti migliori che esse possono utilizzare, non è raro infatti trovare una strega che trova sulla rete web i suoi incantesimi o ancora piu' frequenti vederle mentre comprano online erbe o infusi di vario genere. L'inquisizione è finita ma ha lasciato i suoi dolorosi e tragici segni sulla pelle e nello spirito di codeste streghe, sciamani o persone che praticano magia , stregoneria o spiritismo. Per questo non è frequente vedere codeste persone nelle loro “forme, costumi,tradizioni” messe allo scoperto proprio per il loro passato tormentato e per la paura di essere giudicati male o a prescindere dalla loro buon anima figli del maligno.

Dee, folletti,fate,draghi, maghi e cosi via sono sempre stati esseri magici presenti nella vita della strega o di colui che pratica la magia, miti o fantasie? A Prescindere dai giudizi di un occhio accuratamente scettico non escluderei nulla, sono esistiti ed esistono ancora oggi esseri come streghe dalla storia magica e tormenta.. sfido io a non credere nel resto..

prendiamo per esempio i discussi draghi,animali o bestie simili a rettili giganteschi dalle fauci potentissimi e dalle ali enormi, in grado di volare e di sputare fuoco.. anche il drago è condiderato un essere magico e potente,saggio come un mago potente e distruttivo come la morte ma anche esso è stato considerato fantasia... Perchè ? Semplice non esistono prove della loro esistenza cosi si narra nei nostri libri ma non scartiamo cio' che non vediamo o cio' che non possiamo vedere la presunzione è sempre stata l'anima distruttrice dell'uomo infatti è da considerare un ipotetica ma non assurda esistenza dei draghi.

Molti si domandano : perchè non esistono fossili o scheletri di drago in nostro possesso?

Prima di tutto vorrei rispondere con una risposta assai ovvia ossia con un altra domanda : perchè ancora oggi l'uomo scopre animali o essere che prima nemmeno sospettava l'evidenza? Si narra che i draghi abitavano nei cieli piu' alti, nelle caverne piu nascoste e piu profonde della terra, dietro le insidie delle cascate, nei vulcani e cosi via...

Il drago era considerato un essere magico e potente grande alleato dei maghi grande nemico dei cavalieri e cacciatori di draghi quando esso veniva cacciato ed ucciso le sue membra venivano sparse sui raccolti, il suo sangue veniva bevuto come simbolo di potente e saggezza, la loro testa appesa sui muri delle stanze reali, le loro corna distrutte ed usate come medicamenti ecc ecc..

non mi stupirei a questo punto che non ci siano resti di draghi.. prendiamo ancora ed un ultimo esempio : i dinosauri, vedete cosi tanta differenza tra un drago ed un dinosauro? Rifletteteci..

c'è anche lo scetticismo nel fuoco del drago ossia la capacità di emettere fuoco dalla loro bocca,è cosi assurdo? Non credo! Ci sono numerosi esempio in natura moltissimi animali utilizzano sensi molto potenti per difendersi : la mimetizzazione, il veleno, lo sputare sostanze nocive, aculei velenosi e cosi via.. sono tutte difese naturali impostate geneticamente in questi animali

sostanze chimiche,gassose e genetiche hanno permesso a codesti di difendersi o attaccare , è cosi assurdo che un drago poteva emettere fuoco?tramite un sistema complesso di sostanze chimiche?

Riflettiamo ancora ed ancora.. e poi ancora...

La magia ricorre negli anni passati e nei tempi presenti, potenti governatori o ricchissime persone hanno utilizzato la magia, parliamo del fascismo il cosi detto “fascismo esoterico” dove si suppone che essi collaboravano con potenti capi praticanti di magia o esoterismo , la massoneria per esempio un ordine potente da questo punto di vista .

Mussolini aveva la sua cartomante, Luigi XIV di Borbone (Saint-Germain-en-Laye5 settembre 1638 – Versailles1 settembre 1715) aveva il suo mago che gli prevedeva come affrontare battaglie o affari ecc ecc... la magia ricorre negli anni.

Un mio pensiero : la magia è come un sentimento solo tu sai se possederlo o meno

solo tu sai di essere innamorato e nessuno puo' dirti se questa è magia o no

puo' essere magia anche quella goccia che ti cade sulla spalla in quel gelido mattino d'inverno

richiamando la tua attenzione facendoti guardare il cielo in cerca di luce.



Simus

 

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